25 Aprile a Salerno: se gli assenti hanno torto

di Angelo Di Marino
Gli assenti hanno sempre torto. Per definizione. Edmondo Cirielli ieri era assente. E quindi è in torto. Ha prima lanciato il sasso nello stagno, come ormai fa da tre anni, cioè da quando con lo stemma della Provincia di Salerno affigge manifesti propagandistici in cui attacca i partigiani. Salvo poi evitare l’impatto con la piazza, spedendo un assessore (già dimissionario) a beccarsi la scontata contestazione di quanti, e sono la stragrande maggioranza in questo Paese, non la pensano esattamente come Cirielli. Lontani dalla piazza anche vicepresidente e presidente del Consiglio provinciale, i quali per prassi sostituiscono il presidente. Che ieri per scelta, come ogni 25 aprile dal 2010, ha reso omaggio ai militari inglesi caduti nel Salernitano per liberarci dal nazifascimo.

Nessuno vieta a Cirielli di pensarla in un certo modo. Ci mancherebbe. Certe considerazioni, però, non riguardano il suo ruolo istituzionale che è quello di presidente della Provincia di Salerno. Quindi lui rappresenta anche chi non ha votato a destra, i tanti partigiani salernitani, le loro famiglie, gli eredi di una storia tragica che, nella lacerazione provocata da una guerra voluta da Mussolini e Hitler, portò l’Italia ad essere un paese libero. Mettere nero su bianco sotto lo stemma di Palazzo Sant’Agostino non rispetta questa regola. E’ chiaro che Cirielli fa politica, in una fase in cui i colpi bassi sono la norma. Ma che senso ha esasperare gli animi in un momento già di forte tensione sociale come questo? Alla fine ieri in piazza Vittorio Veneto c’è chi ha gridato non solo per difendere i partigiani, ma anche contro il crac del Cstp, le tasse troppo alte e il lavoro che manca. Insomma, se quella di Cirielli è una strategia precisa, francamente è davvero inopportuna. Da ufficiale dei carabinieri, prima ancora che da parlamentare e presidente di Provincia e Commissione Difesa, sa bene quanto sia pericoloso tirare la corda. Così non si fa revisionismo. Si favorisce solo lo sfascio.

pubblicato su “la Città” del 26 aprile 2012

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