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L'albergo Diana
Vista Ascona e Locarno
Carlo e Plinia
Monti di Pino
Lago D'Elio al naturale (3)
Lago D'Elio al naturale (4)
Lago D'Elio al naturale (5)
Il Lago Maggiore
Lago D'Elio 1964
Lago D'Elio
Lago D'Elio diga nord
L'albergo Diana si trova a 980 metri di
altezza sopra Maccagno. Costruito dal
signor Carlo Dellea con l'aiuto della
moglie Plinia nei primi anni settanta, è
posizionato subito dopo il bacino
artificiale lago D'Elio.
L'albergo è in posizione invidiabile, con
una splendida vista sul lago Maggiore; il
nome Diana deriva da quello della
primogenita.
Nonostante i grandi problemi del dopoguerra, la famiglia numerosa
con cinque figli e nessun aiuto da parte delle istituzioni locali, Carlo,
o Carletto, uomo di vecchio stampo, con grande forza, costanza e
determinazione impareggiabile, guardando il prato sottostante e la
splendida vista su Ascona e Locarno (Svizzera) incomincia a pensare
al suo progetto.
I lavori di costruzione durano dodici anni,
lavorando senza sosta e facendo tutto
da solo, nel 1979 finisce il primo piano e
nel 1980 l'albergo sara' pronto per quasi
trent'anni di splendida attivita'.
Carlo corona cosi il suo sogno, portando
vita alle montagne del lago D'Elio col suo
piccolo albergo a conduzione famigliare,
oggi meta di numerosi turisti.
Nel 1993 Carlo e Plinia decidono di
cedere l'attività ai figli ormai grandi.
I giovani portano notevoli innovazioni al locale,
soprattutto alla buona cucina casalinga che con la
maggior parte dei piatti fatti in casa e preparati al
momento, riscuote un grande successo.
Ancor oggi, l'Albergo Bar Ristorante DIANA è a
conduzione familiare, come trent'anni fa.
La gestione è affidata al figlio Edgardo con la
collaborazione del fratello Davide, ma i genitori
Carlo e Plinia sono sempre lì a vigilare il buon
andamento del locale.
La Storia
Come in tutte le regioni
ricche di laghi, sono
numerose le leggende che si
narrano sulla loro origine o
su quello che è capitato sulle
loro sponde. Mentre i
torrenti, i fiumi e i mari, con
l'eterno movimento delle loro
acque non possono offrire
immagini ferme, il lago, con
le sue acque quasi sempre
calme, era lo specchio ideale
per i numerosi Dei che
proteggevano la nostra
regione.
La Lombardia è una regione ricca di laghi infatti, nelle giornate limpide, dalla cima del Campo dei fiori
(una montagna di circa 1200 metri posta a nord di Varese) si scorgono ben sette laghi, i piu' grandi
dei quali sono il Lago Maggiore o Verbano, il lago di Como o Lario ed il lago di Lugano o Ceresio. Si
dice che i Galli, un popolo di origine Celta che abitava le nostre contrade molto prima che arrivassero
i Romani, usassero gettare nelle acque del lago, dimora degli Dei, i trofei e le armi catturate ai
nemici. Quella che segue quindi, è la storia del lago D'Elio, che sorge a quasi mille metri di altezza
sulle alture che sovrastano Luino, una cittadina sulla sponda lombarda del lago Maggiore che ha
anche il merito di aver dato i natali al premio Nobel della letteratura Dario Fo, allo scrittore Piero
Chiara, al poeta Vittorio Sereni, nonchè al simpaticissimo comico Enzo Iachetti.
Il nome D'Elio si dice derivi da un'antica leggenda, la quale narra che al posto del lago vi fosse un
tempo Elio, un paese ricco e fiorente, con una chiesetta ed un campanile molto graziosi, ma con
abitanti egoisti ed arroganti. Un giorno un uomo entrò in paese e bussò alle porte delle case
mendicando un po' di cibo e di tepore, ma tutti lo cacciarono in malo modo. Al margine del paese si
ergeva una casupola, all'interno una donna ed una bambina cucinavano una zuppa di castagne sul
fuoco.
"Quando ero piccolo mi ricordo che io e la mia famiglia
salivamo in montagna per andare all'albergo con una
vecchia fiat seicento. Capitava di essere magari in
sette nella macchina, se c'erano pure i nonni! Più un
piccolo cane, un setter di nome Roll. La seicento era
tanto distrutta che a volte, nei tornanti, usciva il
semiasse; allora mio padre faceva un po' di
retromarcia, scendeva, sistemava le ruote e via, sù al
lago D'Elio! Quante avventure, se dovessi raccontarle
tutte non basterebbe un libro. Io e i miei fratelli
abbiamo vissuto la nostra infanzia sui monti di
Bassano. Si andava a funghi, a castagne, si giocava e
soprattutto si aiutava il papa' alla costruzione
dell'albergo.
Una volta, arrivati sù al lago, ricordo un sacco di ruspe
e camion e tantissimi operai che lavoravano.
Era iniziata la costruzione delle dighe per contenere il
bacino idrico lago D'Elio."
Il mendicante chiese ospitalità, la donna gli offrì una
parte del misero pasto e gli permise di sedere
accanto al focolare. Dopo essersi ristorato il
mendicante disse alle due donne di raccogliere le loro
poche cose e di fuggire, perché una tremenda
catastrofe si sarebbe abbattuta sul paese, quale
punizione per l'arroganza dei suoi abitanti. Quella
notte, mentre lasciavano la casa udirono le campane
della chiesa, poi un boato ed il terreno cominciò a
tremare, si voltarono e videro sprofondare
rapidamente il paese nel lago, mentre i rintocchi delle
campane venivano sopraffatti dal rumore dell'acqua.
L'origine del lago è di escavazione
glaciale, tuttavia l'intervento umano, con
la successiva costruzione di dighe di
contenimento, ha cambiato di molto
l'aspetto originario del lago.
Un primo sbarramento sul lago fu
realizzato nel 1911. Sulla base di questi
lavori furono poi realizzate, negli anni
60, la diga nord e la diga sud che
innalzarono ulteriormente il livello del
lago. L'invaso cosi creato di circa 11
milioni di metri cubi è utilizzato per la
produzione di energia elettrica tramite
la centrale di Roncovalgrande.
L' impianto è entrato in servizio nel 1971, con un primo gruppo, ed è stato completato nel 1974. Oggi
è ancora considerata il fiore all'occhiello dell'ingegneria italiana essendo realizzata tutta in caverna.
E'visitata da milioni di studenti provenienti da tutti gli istituti della Lombardia e del vicino Piemonte,
oltre ad ingenieri e dirigenti provenienti da ogni parte d'Europa, la centrale è visitabile dal pubblico
previo accordo con la proloco di Maccagno.
Il Lago D'Elio, la diga e un po' di storia.
Il Lago D'Elio oggi
Edi
Arrivati ad un bel pianoro nelle vicinanze del piccolo abitato di Campagnano il poverello, che si rivelò
poi essere San Rocco, ringraziò le due donne per la loro bontà, disse loro di far erigere su quel
poggio una piccola cappella a lui dedicata e scomparve. Da quel giorno si racconta che di tanto in
tanto, nelle notti silenziose, si sentano ancora i rintocchi delle campane sul fondo del lago.
E' una centrale mista di produzione e
pompaggio e utilizza sia le acque del lago
D'Elio che quelle del lago Maggiore.
Questa centrale idroelettrica, una delle
piu' grandi d'Europa per potenza
installata (circa 1.000 MW/H) è ubicata
in caverna a circa 6 km dal confine
italo-svizzero.
Nella sala macchine sono installati otto
gruppi ternari ad asse verticale costituiti
da un generatore/motore sincrono da
140 MVA, accoppiato ad una turbina
Pelton ed a una pompa quattro stadi.