martedì 21 febbraio 2012

Serata a Genova
Il tempo si è aggiustato dopo la pioggia di Milano
Arrivo all'hotel Bristol
Lascio la borsa e cerco un ristorante
Quelli che avevo segnato sono lontani o chiusi
Così esco, attraverso la piazza con la fontana davanti al palazzo ducale e scendo nei vicoletti
Qualche bar e un ristorante: il balcone
Cerco pesce ma la cena non è straordinaria
Prendo la pasta al merluzzo (sciapa ed eccessiva nella quantità)
Poi seppie in umido molto salate
L'unica cosa decente è una torta di cioccolato
Quindi ho scartellato con la dieta di queste settimane senza neanche che ci fosse un vero vantaggio di gusto
Speriamo domani vada meglio
La luce della serata quando esco merita comunque
Nel borgo urlano per un gol mancato: dieci persone sedute fuori da un bar guardano una partita
Li supero e mi trovo davanti all'ingresso laterale di palazzo ducale

lunedì 30 gennaio 2012

Il Settecento a Verona. La nobilà della pittura: Tiepolo, Rotari, Cignaroli. 30 gennaio 2012













Oggi, dopo l'inizio delle perizie per il caso BMP/Fav, ho visitato la mostra sul Settecento a Verona

La mostra è suddivisa in 8 sezioni tematiche:
Verona negli occhi e nella fantasia dei pittori
Gli "antefatti"
I nuovi protagonisti, Balestra e Maffei
Il laboratorio delle idee: modelletti grafici e pittorici
Ritratti
Teste di Fantasia, ritratti dell'anima
Verso il neoclassicismo
Verona e i Tiepolo



Il Settecento a Verona - Cultura artistica a Verona tra Sei Settecento
Il XVIII secolo portò in tutta Europa un mutamento nello stile architettonico e pittorico e anche a Verona vi furono dei cambiamenti. Progressivamente si assistette al superamento dello stile barocco e della sua cupezza, che a Verona non aveva mai riscosso particolare successo, avversato in particolare da Scipione Maffei, figura di riferimento del panorama culturale cittadino.Il fantasioso, fresco e sereno rococò di provenienza transalpina incontrò invece il gusto della committenza e maggiore adesione di pittori e architetti.Il rococò ebbe immediato successo a Venezia dove trovò il suo ambiente ideale. Verona, come già in passato con altre rivoluzioni stilistiche, orgogliosa del suo passato romano e medievale, preferì meditare sulle scelte artistiche e assorbirle secondo il suo gusto e personalità.Rinnovatore della pittura veronese a cavallo tra Seicento e Settecento fu Antonio Balestra (1666-1740), ancora legato alla cultura tradizionale, classicista e accademica, ma che introdusse a Verona una maggiore leggerezza rispetto al barocco, sia nelle opere con soggetto profano, sia in quelle a carattere sacro. In queste ultime in particolare si può cogliere il mutamento nella sensibilità artistica. Anche i santi, ai quali la drammaticità barocca aveva spesso imposto sofferenza e volti emaciati, diventano nelle tele del Balestra belli anche fisicamente, atletici e apparentemente privi di tormenti interiori.
Altra importantissima personalità artistica che animò e influenzò la pittura del primo Settecento è il francese Louis Dorigny (1654-1742), formatosi tra Roma e Venezia finì per stabilirsi a Verona. Il Dorigny fu pittore di grande successo, raccogliendo committenze importanti per dogi, patrizi veneziani (suoi alcuni degli affreschi interni per la Rotonda del Palladio a Vicenza) e abati.Quello del Dorigny è un rococò elegante, decorativo e scenografico con costruzioni pittoriche di grande teatralità e impatto visivo. I suoi soffitti decorati appaiono "sfondati" con audaci giochi architettonici di colonne, archi e logge su cui colloca i personaggi. A Verona, oltre alle opere in mostra, si possono ammirare meravigliose opere del Dorgny presso la Cappella dei Notai all'interno del Palazzo della Ragione, e al Museo degli Affreschi nonché in alcune chiese.
In questa sezione oltre: Autoritratto; Caduta della manna; Betsabea al bagno di Louis Dorigny; Autoritratto, Teti nella fucina di Vulcano; Sant''Ignazio dispensa grazie di Antonio Balestra; Madonna con il Bambino e i santi Girolamo e Sebastiano; Cena di Emmaus, di Simone Brentana.


Il Settecento a Verona - La Verona negli occhi e nella Fantasia dei Pittori
Nel Settecento comincia a cambiare il modo di guardare, considerare e rappresentare l'ambiente in cui si vive. Non è più sufficiente narrarlo enfaticamente come sfondo di racconti mitologici come aveva fatto la pittura rinascimentale e manierista, e lo stile barocco, che ama ambientazioni drammatiche in cui collocare santi, dei, eroi mitologici, sta completando il suo ciclo. Si incomincia a rappresentare l'ambiente nella sua forma storicamente definita.E' la nascita del vedutismo, un genere a se' stante i cui soggetti diventano i paesaggi e soprattutto le città. Il vedutismo settecentesco ci offre un'insestimabile e affascinante testimonianza della bellezza di Verona nel XVIII secolo, considerata all'epoca città d'arte a livello internazionale.



Il Settecento a Verona - I nuovi protagonisti della pittura
E' questa sicuramente la sezione più corposa della mostra "Il Settecento a Verona" è sicuramente. In essa sono raccolte le opere della seconda generazione di artisti rococò, con i quali questo genere pittorico raggiunge a Verona la sua maturità sia per quel che riguarda la committenza ecclesiastica, che per la committenza laica, la pittura di genere e la scultura.
Giambettino Cignaroli e Pietro Antonio Rotari
Sono i due protagonisti della seconda parte del secolo, di diversa origine e formazione ma che divennero grandi pittori di successo, non solo sulla scena veronese, ma in grado di trovare appassionati estimatori della loro opera nelle corti di mezza Europa. Giambettino Cignaroli, figlio di un mugnaio e allievo di Prunato, Dorigny e Balestra, Pietro Antonio Rotari, discendente di una nobile famiglia veronese, formatosi a Venezia, Napoli e Vienna fino a divenire pittore di corte dell'imperatrice di Russia Caterina II. Il Settecento, il secolo dei lumi, andava progressivamente riformando anche le rigide divisioni di classe dei secoli precedenti.
Il Cignaroli è un classicista in pieno rococò. Le sue pale d'altare sono caratterizzata da una quasi esasperata perfezione formale e tecnica, le figure sempre eleganti e luminose tanto che gli vennero commissionate da numerose chiese anche fuori dei confini veronesi arrivando fino alla corte spagnola. Con l'occasione della mostra "Il Settecento a Verona" è giunta dal museo del Prado di Madrid la spettacolare Madonna col Bambino l'angelo custode e i santi Lorenzo, Lucia, Antonio da Padova e Barbara. La grande pala fu commissionata al Cignaroli nel 1759 per il Palacio Real del la Granja de San Ildefonso a Segovia. Tale fu il prestigio di cui godette, l'imperatore Giuseppe d'Austria visitò il suo studio a Verona, che al Cignaroli fu affidata la fondazione e direzione dell'Accademia d'Arte di Verona. L'Accademia che esiste tutt'ora, porta ancora il suo nome.
Quasi contemporaneo del Cignaroli è Pietro Antonio Rotari, anch'egli in grado di realizzare dipinti sia di grande che di piccolo formato di grande eleganza formale e ritratti estremamente vivi ed espressivi che gli valgono committenze importanti come il Ritratto della principessa Elisabetta di Sassonia e della Principessa Cunegonda di Sassonia. Pietro Antonio Rotari finirà i suoi giorni ricco e ammirato, in un modo misterioso presso la corte dell'imperatrice di Russia Caterina II. La mostra il Settecento a Verona presenta un'ulteriore sezione di ritratti di questo importante protagonista della storia dell'arte veronese.
La Pittura di Genere di Marco Marcola
La mostra "il Settecento a Verona, la nobiltà della pittura", permette inoltre di riscoprire un singolare quanto entusiasmante pittore di genere: Marco Marcola, a volte definito il Pietro Longhi di Verona.Egli è presente alla mostra con due sorprendenti ovali, due "fotografie" dettagliatissime della vita quotidiana nella Verona del Settecento. Nella prima uno spettacolo della commedia dell'arte rappresentato all'interno dell'arena. Nell'altro una scena di saltimbanchi per le vie della città. Sono opere di grande vitalità, ricche di scene nella scena che ci mostrano gli usi, i costumi, le abitudini, le manie dei veronesi del XVIII secolo. Un'altra sua opera presente in mostra è una rappresentazione del "Bacanal de Gnocco", la sfilata del tradizionale carnevale veronese che ancora oggi si ripete ogni anno il venerdì grasso.
Scultura del Settecento a Verona
In una mostra sull'arte del Settecento a Verona non poteva mancare una sezione dedicata alla scultura con due splendide statue realizzate in tufo locale probabilmente da Domenico Muttoni per li palazzo Zavarise, Mariotto-Ronca. Anche nella scultura, lo stile veronese fu caratterizzato da una grande correttezza ed eleganza formale che si coniugava con una caratteristica torsione dei corpi ancora di derivazione seicentesca, un calibrato bilanciamento dei pesi che invita lo spettatore a guardare l'opera da più lati. Le statue rappresentano Pomona, dea dei frutti e Cerere, divinità delle messi, simmetriche e speculari.Altri esempi di scultura a Verona nel XVIII secolo sono un meraviglioso San Giuseppe di Diomiro Cignaroli, le sculture bronzee dei santi Fermo e Rustico, e il Martirio di Sant'Arcadio di Angelo Sartori.Completano questa sezione due divertenti sculture di nani, tema molto diffuso nel settecento e che trova nelle scultura di villa Valmarana a Vicenza il suo più illustre esempio.
In questa sezione oltre: Santa Maria Maddalena penitente; Pan e Siringa; L'arrivo di Erminia tra i pastori; Natività di Maria; Alessandro e Rossane; Viigilanza di Pietro Antonio Rotari; Betsabea al bagno; La Madonna col Bambino appare a san Gaetano da Thiene; Verona rende omaggio alla Vergine; San Giuseppe da Copertino vola verso la statua dell'Immacolata; Pomponio Secondo riceve gli onori trionfali; La Madonna col Bambino l'angelo custode e i santi Lorenzo, Lucia, Antonio da Padova e Barbara; Angelica e Medoro; Danae; Leda e il cigno; La Madonna col Bambino e san Tommaso da Villanova; Redentore con i santi Egidio, Gaetano da Thiene, Francesco di Sales e le anime del Purgatorio di Giambettino Cignaroli - Prudenza; Mundi vetus recens: hinc posterum unversale systema , di Felice Boscarati - Commedia dell'arte in Arena; Spettacolo di strada di Marco Marcola



Il Settecento a Verona - L'Affresco del Tiepolo per Palazzo Canossa
Uno dei momenti più entusiasmanti della mostra "Il Settecento a Verona, la nobiltà della pittura", sarà la ricostruzione virtuale del Trionfo di Ercole, opera di Gianbattista Tiepolo realizzata nel 1761 per palazzo Canossa a Verona. L'immensa superficie affrescata, 14 metri per 8, crollò nell'ultimo giorno della Seconda Guerra Mondiale per l'Italia, il 25 aprile 1945,. I nazisti infatti, nonostante gli appelli e le garanzie fornite dalle autorità cittadine, nel lasciare Verona minarono tutti i ponti e li fecero saltare nella speranza che ciò avrebbe loro garantito una più sicura ritirata verso la Germania. Non venne risparmiato nemmeno il ponte romano di Verona, Ponte Pietra, e uguale triste sorte toccò al ponte Scaligero di Castelvecchio. L'esplosione fu di tale potenza che molti furono i danni subiti dagli edifici limitrofi, tra cui il sanmicheliano palazzo Canossa.La meravigliosa opera del Tiepolo si distaccò dal supporto in cannucciato e precipitando sul pavimento si sbriciolò in migliaia di frammenti che vennero raccolti con amorevole cura in alcune casse dove ancora oggi si trovano conservati. Nei tumultuoso e drammatico ultimo periodo di guerra, proprio temendo un danneggiamento dell'affresco, era stato eseguito un rilievo fotografico in bianco e nero. Proprio sulla base di queste immagini è stato oggi effettuata la ricostruzione virtuale che verrà presentata alla mostra sul Settecento a Verona. Grazie all'analisi dei pigmenti usati da Gianbattista Tiepolo, è stato quindi possibile creare una riproduzione virtuale di come l'affresco poteva apparire nello splendore della sua colorazione originale.L'opera ricostruita del Tiepolo sarà quindi uno delle opere più interessanti dell'allestimento espositivo presso il Palazzo della Gran Guardia.Assieme alla riproduzione in scala ridotta del soffitto del salone di palazzo Canossa, in mostra saranno presenti anche gli ovali affrescati delle sovraporte, staccati e montati su pannelli mobili. In essi sono rappresentate una serie di personificazioni allegoriche delle virtù e sono stati collocati all'interno degli spazi del palazzo della Gran Guardia, come sono effettivamente posizionati ancora oggi nel palazzo.A completamento della "sala del Tiepolo" vi saranno anche alcuni frammenti originali dell'afresco di palazzo Canossa, ricomposti in una sorta di puzzle che permette di apprezzare la straordinaria tecnica del grande maestro veneziano.
La speranza è che sulla spinta della mostra "Il Settecento a Verona" si possa avviare un'opera di ricostruzione dell'opera utilizzando i frammenti originali dello strato pittorico. Si utilizzerebbe in questo caso una tecnologia simile a quella impiegata per il restauro della basilica di San Francesco ad Assisi danneggiata dal terremoto del 1997. Con l'ausilio di moderni programmi computerizzati per la mappatura delle sfumature cromatiche è stato infatti possibile il riposizionamento di centinaia di migliaia di frammenti di intonaco anche di dimensioni microscopiche.

sabato 14 gennaio 2012

Istanbul. Sultan Ahmed I. Jan 2012
















This tomb is to Sultan Ahmed I who was responsible for building the Blue Mosque and his tomb is located just to the north of the mosque. It was built in 1620 by Sultan Osman II who was Ahmed I's son and designed by Sedefkar Mehmed Aga. It's decorated with 17th century Iznik tiles. The tomb contains the tombs of Sultan Ahmed I and his wife’s, sons and daughters.

Ephesus. Basilica of St John. Jan 2012




It is believed that the evangelist St. John had spent his last years in the region around Ephesus and buried in the southern slope of Ayosolug Hill. Three hundred years after the death of St. John, a small chapel was constructed over the grave in the 4th century. The church of St John was changed into a marvelous basilica during the region of Emperor Justinian (527 -565 AD).
St John or the Apostle John was the writer of the Fourth Gospel and the book of Revelation. The accounts of the Gospels agree that he is the son of Zebedee; together with his brother James, began to follow Jesus while fishing in the Lake Galilee. He became one of the Christ’s closest disciples and was with him on various significant events such as the Transfiguration and the Crucifixion. At his writings when Jesus was on his torture stake he said that : ‘Mother, this is your Son’. And to his beloved disciple, ‘this is Your Mother’(John 19:26-27).The beloved disciple is thought to have been St John. The second half of the first century was full of persecution for the early Christians.Apostle James and Stephen were killed in Jerusalem.Paul was sent to Rome and executed. According to tradition John took The Mother Mary and came to Ephesus.He wrote his Gospel in Ephesus and the Revelation in Greece Island, Patmos in 96AD.
The monumental basilica was in the shape of a cross and was covered with six domes. Its construction, being of stone and brick, is an extremely rare find amongst the architecture of its time. Raised by two steps and covered with marble, the tomb of St John was under the central dome, that was once carried by the four columns at the corners. The columns in the courtyard reveals the monograms of Emperor Justinian and his wife Theodora. Constructed in the 5th century AD, the baptistery is north of the nave, with its key hole shape. Rampart walls around the church were constructed for protection from the Arabian attracts in the 7th - 8th centuries AD. The impressive 10th century AD frescoes representing St John, Jesus and a Saint, ornament the chapel. With the invasion of Turks, the chapel was used as a mosque in the 14th century; unfortunately Basilica of Saint John became unusable due to the serious earthquake in the same century.

Ephesus. House of Virgin Mary. Jan 2012




Located on the top of the "Bulbul" mountain 9 km ahead of Ephesus, the shrine of Virgin Mary enjoys a marvelous atmosphere hidden in the green. It is the place where Mary may have spent her last days. Indeed, she may have come in the area together with Saint John, who spent several years in the area to spread Christianity. Mary preferred this remote place rather than living in crowded place.
The house of Virgin Mary is a typical Roman architectural example, entirely made of stones. In the 4th century AD, a church, combining her house and grave, has been built. The original two-stored house, which consisted of an anteroom (where today candles are proposed), bedroom and praying room (Christian church area) and a room with fireplace (chapel for Muslims). A front kitchen fell into ruins and has been restored in 1940's. Today, only the central part and a room on the right of the altar are open to visitors. From there one can understand that this building looks more like a church than a house. Another interesting place is the "Water of Mary", a source to be found at the exit of the church area and where a rather salt water, with curative properties, can be drunk by all.
Paul VI was the first pope to visit this place in the 1960's. Later, in the 1980's, during his visit, Pope John-Paul II declared the Shrine of Virgin Mary has a pilgrimage place for Christians. It is also visited by Muslims who recognize Mary as the mother of one of their prophets. Every year, on August 15th a ceremony is organized to commemorate Mary's Assumption.

Ephesus. Archaelogical Museum. Jan 2012













Ephesus Archaeological Museum is located in Selcuk, which is 70km away from Izmir, where Ephesus ancient city is found.

In Ephesus, the works of art dug up between 1867-1905 were transported to the British Museum ; those from 1905-1923 taken to Vienna. Then Turkish Republic forbade taking antiques out of the country and founded a museum in Selçuk near Ephesus.Its present form was given in 1983.

The Ephesus Museum is different from other many museums.It is not designed according to chronological order on the contrary it has rooms with a theme.For example the rooms are called as The House Findings Room, The Hall of The Fountain Relics, The Hall of The Funerary Relics, The Hall of Artemis, The Gladiators Section, ...etc.

If you are interested in the works of art and history, we recommend you to see this museum strongly.

Efeso. Gennaio 2012



Efeso, detta in Turchia anche Selçuk , è una delle più note località archeologiche del Mediterraneo. In questo luogo si ebbero già dall'antichità numerose presenze (Ioni, Lidi, Persiani ecc.). Per un certo periodo vi regnò il famoso Creso. Dopo aver fatto anche parte del regno di Alessandro Magno, la città passò prima ai re di Pergamo e successivamente ai romani che ne fecero il capoluogo della provincia "Asia".

Furono numerosi gli imperatori che vi costruirono monumenti ed edifici pubblici. Intorno all'epoca di Augusto, Efeso aveva circa 200.000 abitanti ed era sicuramente una delle principali città dell'impero romano. Pure rilevante dal punto di vista commerciale era il porto ora interrato. Con l'avvento del Cristianesimo divenne uno dei maggiori centri del nuovo pensiero. Fra l'altro ad Efeso ebbero luogo alcuni concilii e S.Paolo vi soggiornò per alcuni anni. Nel 263 d.C fu assalita dai Goti e successivamente tornò a Bisanzio. Nel 655 fu gravemente saccheggiata dagli Arabi.
Buona parte degli scavi ad Efeso sono stati condotti da austriaci già dal 1895. Sono di rilievo per i visitatori le costruzioni dedicate ad Artemide(incluso ciò che resta del famoso Artemisio), il Ginnasio, lo Stadio, le Terme di Costantino, la biblioteca di Celso e la c.d. via di Marmo che attraversa buona parte del sito archeologico. Rilevanti anche la piazza di Verulano, la chiesa di San Giovanni ed altri monumenti (alcuni forse collegati alla breve presenza dell'egiziana Cleopatra).
I famosi concili di Efeso (431 e 449 d.C) si svolsero nella chiesa di Santa Maria- costruita nel IV secolo- ed i ruderi di questa sono vicini alle terme. A pochi chilometri dal recinto degli scavi è ubicata infine una chiesetta sorta sui ruderi di una dimora di Maria (vedi foto nel link). Tali resti furono individuati da un sacerdote nel 19° secolo. Non distante dalla zona degli scavi di Efeso è ubicata infine una grotta detta dei "sette dormienti" che, secondo tradizioni e leggende che risalgono al III secolo, fu usata da alcuni giovani in contrasto con il potere romano dell'epoca. Efeso è infine una delle sette città citate nell'Apocalisse di Giovanni (o libro della Rivelazione).