Abbigliamento per mtb: accorgimenti sulla scelta degli indumenti

Alla guida della nostra bike ci sentiamo liberi, pedaliamo forte perché pedalando ci sentiamo bene, abbiamo la sensazione di poter andare ovunque e la strada davanti a noi si fa sempre più corta giro dopo giro.

Andare in bici fa bene, lo dicono tutti gli amanti della leggendaria mountain bike e lo dicono gli studiosi: andare in bici favorisce il nostro benessere psico-fisico.

Ed è per tale motivo che è d’obbligo usare un abbigliamento appropriato perché in bici più che mai dobbiamo puntare sul massimo comfort per poter migliorare le nostre prestazioni.

Ecco alcuni consigli sulla scelta del vostro nuovo abbigliamento per mtb in vista della stagione invernale in arrivo.

Per iniziare la fase di riscaldamento, specie con l’abbassarsi delle temperature sarà meglio munirsi di una giacca antivento termica e impermeabile, così non dovrete temere le intemperie climatiche.

Scegliete un modello che sia di vostro gusto ma non trascurate la presenza di loghi riflettenti per poter pedalare in sicurezza anche di notte. Sotto indossate una t-shirt in cotone se il tempo è ancora mite, diversamente, con un clima più freddo è preferibile optare per una maglia termica.

La particolarità di questo genere di maglie è che presentano una struttura con un lato esterno liscio e una parte interna in spugna che favorisce l’uscita del sudore e trattiene l’aria per creare l’effetto termico. Nel caso non vi piacesse l’idea di vestirvi troppo carichi potreste pensare di abbandonare la giacca e usare dei comodi manicotti riscaldanti e confezionati con materiali isolanti che proteggono dalla pioggia.

Dei pantaloni comodi sono forse la parte più importante e per tale motivo consigliamo di scegliere un pantalone per mtb tecnico, meglio se con tessuto elasticizzato e cuciture ergonomiche contenitive.

I nuovi modelli presenti in commercio sono brevettati con un sistema di trasporto del sudore verso l’esterno atti ad espellere il sudore e assicurare un’asciugatura rapida. Se siete più propensi a usare un modello di pantalone corto, consigliamo l’acquisto dei nuovi pants 3d realizzati con un accostamento di tessuto e gel la cui funzione è di distribuire equamente la pressione del peso del corpo premuto sulla sella.

La Tirreno-Adriatico: la corsa dei due mari

Tra tutte le corse a tappe italiane, la Tirreno- Adriatico  ha un posto di privilegio nel cuore dei tifosi, perchè è la prima grande corsa in ordine cronolologico che porta tanti campioni con le loro  biciclette e tutti gli accessori mtb necessari su  le strade del centro Italia.

La Tirreno- Adriatico,che si corre solitamente nel mese di marzo, è un corsa ciclistica la cui prima edizione risale al 1966, con la vittoria di Dino Zandegù, e dal 2005 al 2007 ha fatto parte del calendario del Uci Pro Tour  mentre dal 2009 fa parte del calendario mondiale Uci.

Storia della corsa

La prima corsa quella del 1966, si chiamava la “Tre giorni del Sud”  organizzata dal Velo Club Forze Sportive Romane e prevedeva la partenza dalla capitale e l’ arrivo a Pescara e si snodava sui  tre tappe in cui venivano percorsi circ 615 km.

Dalla seconda edizione ha cambiato il nome in quello attuale, poichè la corsa prendeva il via da una località che si affacciava sul mar Tirreno e arriva sul Mar Adriatico, più precisamente a San Benedetto del Tronto  e da qui è nato il soppranome di “corsa dei due mari”.

Il corridore con il maggior numero di  successi in questa corsa  è il belga Roger De Vlaeminck, che ha trionfato per 6 volte consecutive.

La nazione con più vittorie è l’ Italia e tra questisi annoveranno  i grandi campioni del pedale come: Michele Scarponi, Stefano Garzelli e Vincenzo Nibali, vincitore di due edizioni consecutive.

Come per tutti i grandi giri anche per la Tirreno- Adriatico il segno del primato è dato da maglie colorate:

  • Generale: maglia blu
  • Punti: maglia rossa
  • Giovani: maglia bianca
  • Scalatori: maglia verde

Il vincitore dell’ edizione 2015 è stato il colombiano Nairo Quintana, che vanta in carriera anche un Giro d’ Italia e  due secondi posto al Tour de France

L’ edizione 2016

Nel 2016 siamo giunti alla cinquantunesima edizione della corsa che si svolge dal 9 al 16 marzo, partendo dal Lido di Camaiore con una cronosquadre per arrivare fino a San Benedetto del Tronto per la prova finale.

Le tappe della Tirreno-Adriatico 2016 sono:

  • Cronosquadre Lido di Camaiore  22,7 km
  • Camaiore- Pomarance  207 km
  • Castel Nuovo di Val Cecina-Montalto di Castro 176 km
  • Montalto di Castro- Foligno  216 km
  • Foligno- Matelica 178 km
  • Castel Raimondo- Cepagatti  210 km
  • San Benedetto del Tronto  cronometro 10 km

 

Estrattori e succhi a vivo: le caratteristiche

Spesso sentiamo parlare degli estrattori di succo a freddo, ma non sempre riceviamo le informazioni più giuste e complete: questi strumenti, detti anche slow juicer svolgono il lavoro che viene comunemente compiuto da una centrifuga, ma nel farlo sfruttano un movimento “slow” che permetta di non compromettere con il calore i principi nutritivi del succo prodotto. Se è vero che i costi sono ancora oggi decisamente proibitivi, pur trattandosi di un elettrodomestico che troviamo sul mercato da anni, è anche vero che il prezzo richiesto (un minimo di 300 euro fino ai 750 ed anche oltre) è da considerarsi ben speso.

Il segreto di questo strumento che possiamo utilizzare regolarmente in cucina per estrarre i succhi da verdura e frutta è dato dal concetto stesso di “succo vivo”. Con questo termine infatti è stato dimostrato dal dottor Norman Walker (che non a caso è noto come “l’uomo dei succhi”) come vengano persi gli enzimi di frutta e verdura quando si raggiungono temperature superiori ai 42 gradi centigradi. Come detto invece un estrattore di succo ha la peculiarità di girare il più lentamente possibile: tutto ciò previene quindi il riscaldamento e la successiva ossidazione al fine di ottenere un succo ricco di enzimi, vitamine, sali minerali e antiossidanti.

Il fascino dell’oro e il crollo del suo prezzo

Resta il metallo prezioso più ambito al mondo, quello su cui puntare per investimenti e per proteggere i propri soldi. L’oro è considerato come il nucleo di riferimento per numerosi investitori istituzionali che vogliano vendere quote importanti delle loro riserve. E’, come avviene per tutti i metalli preziosi, un bene rifugio per eccellenza che riesce a subire forti rialzi nei periodi di contrazione economica e di instabilità monetaria.

In questo periodo però l’oro continua la sua costante discesa a 1.900 dollari l’oncia raggiunti a settembre 2011. Infatti in questi ultimi giorni si calcola che il valore dell’oro si possa arrestare per la prima volta sotto la soglia dei 1.100 dollari l’oncia, ovvero con un ribasso del 40%. Si sono verificate infatti delle crisi interne che hanno portato gli investitori ad allontanarsi da questo tipo di investimento che fino ad oggi è sempre stato “sicuro”.

Secondo gli esperti analisti è emerso che in base a diversi fenomeni, tra cui il miglioramento dell’economia americana (con la Federal Reserve che con grande possibilità tornerà ad alzare il costo del denaro), l’oro a breve sarà un bene sempre meno interessanti per chi voglia investitore. E se l’oro è considerato dagli investitori come una riserva di valore, resta da scoprire ancora per quanto.

Droni: Nel futuro potranno uccidere in autonomia

Sul mondo dei droni si continua a parlare ogni giorno e la notizia comparsa oggi sul web fa riflettere. Secondo un dossier effettuato dalla Human Rights Watch, la tecnologia si sta muovendo in questo senso e presto i droni militari potranno essere programmati per rispondere alle minacce in arrivo.

Secondo alcuni scienziati basta solo un piccolo passo prima che i robot possano decidere di uccidere gli esseri umani. Il rapporto è stato rilasciato da parte di una famosa organizzazione che indica come i sistemi di difesa automatizzata stiano diventando un grave problemi.

Basti pensare ai droni Phalanx e Patriot, questi dispositivi sono stati programmati per rispondere alle minacce, la tecnologia dunque si evolverà in maniera diversa dal solito? A questo punto possiamo parlare nel dettaglio di un’arma senza anima e un soldato pronto a uccidere, piuttosto che un dispositivo capace di aiutare l’uomo.

La prospettiva narrata in Terminator, inizia ad essere in incubo che potrebbe avverarsi realmente. Asimov ragionava già negli anni 40 sulle leggi della robotica e una di questa dichiarava: Un robot non può recar danno agli esseri umani ma nemmeno permette, a causa di un suo mancato intervento un essere umano possa ricevere dei danni.

Il Gardaland Sea Life

Accanto al parco di divertimenti Gardaland è dislocato l’acquario Sea Life, un mondo marino molto interessante, che può essere visitato in concomitanza con il parco aggiungendo un costo di 15 euro al biglietto, che si riduce a 5 euro nelle ore serali. Gardaland Sea Life è un enorme acquario, dove è possibile visionare più di 300 specie marine ben conservate e protette. Il visitatore può passeggiare in un tunnel buio, circondato dagli squali e da molte altre tipologie di pesci, alcuni rari e particolarmente esotici. Si tratta di una scelta didattica, giacché molto spesso le scuole accompagnano i piccoli a scoprire questo universo così speciale, ma che può essere vissuto anche in famiglia o da tutti gli amanti del mondo acquatico.

Gardaland Sea Life offre la possibilità di vedere tanti documentari sul mondo dei mari nella sala annessa, dispone di un bel ristorante romantico a Verona e anche di uno spazio verde ampio dedicato ai bambini. Si tratta di un’attrazione speciale, completamente dedicata al mare e ai suoi ritmi. Particolarmente interessante è assistere all’alimentazione degli squali e, grazie ad una tecnologia particolare, è possibile toccare con mano un vero e proprio uovo di squalo e osservare da vicino le stelle marine. Dai granchi giganti ai cavallucci marini, dagli enormi squali fino ai divertenti pesci pagliaccio, Gardaland Sea Life propone una giornata di avventura marina a chi ama il mondo acquatico e sceglie di scoprirlo da un punto di vista speciale. Molto più di un semplice acquario, grazie alle spiegazioni guidate e alle attrattive proposte, Gardaland Sea Life può diventare un momento di intrattenimento speciale durante la visita di Gardaland oppure una tappa da fare in una giornata diversa, se si ama il mare e si desidera scoprire i suoi segreti con la massima calma.

Gardaland Sea Life aiuta anche a proteggere i mari e gli oceani con una serie di iniziative e di incontri. Si tratta di eventi organizzati in collaborazione con gli altri centri Sea Life presenti nel mondo, che aderiscono al progetto Save Our Seas – S.O.S. Grazie all’accantonamento di parte dei fondi, i centri riescono a portare avanti dei progetti che interessano la salvaguardia delle specie e anche a dialogare con i governi per offrire delle condizioni di protezione alle specie più in pericolo, come ad esempio le tartarughe marine. I bambini che visitano il parco possono quindi essere sensibilizzati sull’importanza della salvaguardia del mare e dei suoi preziosi abitanti, il tutto trascorrendo una giornata di divertimento e di pura scoperta.

Rubgy e allenamento: come allenarsi per questo sport?

Il gioco del rugby richiede senza dubbio, agli atleti che lo praticano, un livello di preparazione fisica davvero molto elevato. Per poter giocare a rugby, ovviamente, un fisico “normale” non è sufficiente: bisogna avere una corporatura molto robusta e muscolosa, trattandosi di uno sport basato quasi esclusivamente sul contrasto fisico, di conseguenza anche l’allenamento da seguire deve essere adeguato.

Chi pratica rugby deve certamente allenarsi in modo particolarmente duro, soprattutto nel caso in cui si pratichi questo sport a livelli professionistici. Essere fisicamente ben allenati è importantissimo, in questo sport, non solo per migliorare le proprie prestazioni, ma anche per poter scongiurare il rischio di infortuni: nei frangenti di gioco più duri, infatti, è assolutamente indispensabile avere un fisico resistente per evitare di subire dei danni, considerando che bisogna contrastare degli avversari con una stazza fisica notevole.

Quale può essere, dunque, un buon esempio di allenamento per un rugbista? Anzitutto, la massa e la tonicità muscolare sono aspetti fondamentali, di conseguenza è certamente importante che un atleta che pratica rugby dedichi diverse ore, ogni settimana, al fitness ed al sollevamento di pesi. In questo sport, l’allenamento con i pesi riguarda principalmente lo sviluppo della massa muscolare, di conseguenza si prediligono in genere poche ripetute con molto carico, piuttosto che molte ripetute con carichi medi. Considerare la massa muscolare come l’unico fattore rilevante per poter avere un fisico ideale per giocare a rugby, tuttavia, sarebbe certamente un errore: nel rugby, infatti, è importantissima anche la resistenza ossea.

Per sviluppare questo aspetto, dunque, l’allenamento del rugbista prevede degli esercizi specifici, i quali hanno come finalità quella di rendere l’ossatura maggiormente resistente agli urti: per questo tipo di esigenza, in genere, si effettuano delle esercitazioni di gruppo, con le classiche “spallate” tra rugbisti, oppure si utilizzano degli appositi materiali tecnici. Una metodologia di allenamento che ha riscosso un grande successo negli ultimi tempi, e che effettivamente si rivela molto adatta al gioco del rugby, è inoltre rappresentata dal cosiddetto Functional Training. Questo tipo di allenamento prevede una vasta gamma di esercizi, sia a corpo libero che con l’ausilio di specifici accessori, ed ha come finalità quella di migliorare la mobilità del fisico, aspetto molto importante soprattutto per atleti che hanno una massa muscolare piuttosto importante.

Insomma, come si può ben notare l’allenamento di un rugbista deve essere molto variegato affinchè l’atleta possa garantire, durante la competizione, delle prestazioni di livello, sia per quanto riguarda le competizioni professionali che quelle amatoriali.